Ho un disturbo d'ansia?

È normale avere delle paure, ma se accade che queste paure diventano eccessive tanto da causare sintomi fisici e a intralciare il proprio stile di vita, allora può trattarsi di un disturbo d'ansia.

Trovi che molte delle seguenti situazioni siano vere per te?

  • Spesso mi spaventa anche la più piccola cosa;
  • Temo che possa accadere qualcosa di terribile a me o agli altri;
  • Sono facilmente irritabile;
  • Improvvisamente ho paura di morire o di perdere il controllo;
  • Spesso mi preoccupo di aver sbagliato qualcosa anche se so di aver fatto tutto bene;
  • Sono estremamente preoccupato per le malattie (germi, infezioni, sporcizia, polvere, contaminazioni, pulizia);
  • Ho bisogno di costanti rassicurazioni;
  • Mi trovo spesso a fare cose in maniera ripetitiva (ad esempio lavarmi le mani, fare la doccia, lavarmi i denti).

Cos'è l'ansia

L'ansia può spingerci a essere creativi quando siamo sotto pressione, può metterci in guardia dai pericoli o spronarci ad agire per uscire da un momento di crisi. Può anche bloccarci in un momento di stallo. Che ci piaccia o no, l'ansia è uno stato emotivo intenso che tutti noi sperimentiamo di tanto in tanto.

L'ansia ci colpisce fisicamente, emotivamente e in ogni aspetto della nostra vita. Normalmente ha una importante funzione di sopravvivenza. Quando ci troviamo in una situazione di pericolo, il nostro corpo si prepara ad affrontarlo producendo più adrenalina ed aumentando il flusso sanguigno e la frequenza cardiaca. Questa risposta istintiva che potremmo definire di "lotta o fuga" può aiutare una persona a sopravvivere in una situazione di reale pericolo, un attacco fisico o una calamità natura, solo per fare qualche esempio.

Tuttavia, la maggior parte dei "pericoli" moderni, pensiamo alla precarietà del nostro vivere quotidiano, ai problemi economici o lavorativi, al problemi di salute, alla paura delle malattie e dei contagi, non sono problemi che si possono affrontare lottando fisicamente o fuggendo. Senza la possibilità di dare sfogo all'attivazione fisica prodotta dall'ansia, il corpo può rimanere in uno stato di costante allerta mentale e fisica che può essere estremamente debilitante se protratta troppo a lungo.


Quando l'ansia persiste per settimane o mesi, quando si sviluppa in un implacabile senso di paura o inizia a interferire con la normalità della vita quotidiana allora l'ansia non è più qualcosa di normale e funzionale. Quando ciò accade, può essere importante e salutare richiedere un aiuto esterno per ritrovare una dimensione di tranquillità e sicurezza. Da un punto di vista emotivo chi soffre di ansia può sentirsi apprensivo, irritabile o avere paura che possa accadere qualcosa di brutto a sé e alle persone più care.

Quanto è comune l'ansia?

L'ansia è la condizione di disagio mentale più comune e colpisce circa il 12% della popolazione dei paesi occidentali.

Che cosa contribuisce all'ansia?

Una serie di fattori diversi possono aumentare il rischio di sviluppare un disturbo d'ansia, tra cui le esperienze passate, i comportamenti appresi nella propria famiglia, piccoli e grandi traumi. Non esiste un'unica causa o una linearità casuale, di solito è la combinazione di vari fattori di rischio che portano all'insorgenza di un disturbo d'ansia.

Tipi comuni di ansia

1. Attacchi di panico

Gli attacchi di panico comportano l'improvvisa comparsa di un'intensa apprensione, paura e terrore, oltre a sentimenti di pericolo imminente. Questi attacchi possono causare mancanza di respiro, battito cardiaco rapido, tremori, una sensazione di distacco dalla realtà e persino la paura di morire. Anche se durano solo poco tempo, gli attacchi di panico sono esperienze spaventose che possono aumentare di frequenza e intensità se non vengono trattati.

2. Fobie

Quando cominciamo a mostrare un'eccessiva e irragionevole paura per certi oggetti o situazioni che in realtà non sono pericolosi è probabile che si abbia sviluppato una fobia. È interessante notare che probabilmente ci siamo evoluti per avere molte di queste fobie perché averne "abbastanza" probabilmente ha aiutato la sopravvivenza dei nostri progenitori. Oggi che non ci sono più così tanti pericoli, spesso la fobia per qualcosa fuori di sé diventa il modo per mascherare la paura per qualcosa che invece è dentro di sé.

Tra le fobie più comuni troviamo:

  • Claustrofobia (Paura degli spazi chiusi);
  • Aviofobia (Paura di volare);
  • Aracnofobia (Paura dei ragni);
  • Ophiophobia (Paura dei serpenti);
  • Agorafobia (paura dei luoghi affollati):
    Gli individui affetti da agorafobia si sentono terrorizzati dall'idea di trovarsi in situazioni affollate o in luoghi pubblici, o in qualsiasi situazione in cui l'aiuto non è immediatamente disponibile. La loro ansia può diventare così intensa che temono di svenire, di avere un attacco di cuore o di perdere il controllo. Queste persone spesso evitano qualsiasi situazione in cui la fuga può essere difficile (ad esempio, in aereo), impossibile o imbarazzante. In alcuni casi, le persone che soffrono di agorafobia possono decidere di rimanere chiusi in casa per anni.

3. Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)

Il Disturbo ossessivo-compulsivo è una condizione in cui gli individui hanno ossessioni e/o compulsioni.
Le ossessioni sono pensieri ricorrenti e spiacevoli, come "sono sporco", che portano a un comportamento, come il lavaggio ripetuto delle mani, messo in atto al fine di ridurre l'ansia dell'ossessione. In questo caso il lavaggio delle mani fornisce una momentanea tregua dall'ansia del pensiero ossessivo, ma poiché il sollievo è di solito di breve durata, il comportamento compulsivo è spesso ripetuto più e più volte. Le ossessioni più comuni sono: pensieri ricorrenti di immagini, numeri o parole specifiche.

4. Disturbo post-traumatico da stress (PTSD)

Persone che hanno vissuto, assistito o si sono confrontate con un evento o con eventi che hanno implicato la morte, o una minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o altrui, come ad esempio, aggressioni personali, disastri, guerre e combattimenti, rapimenti, torture, incidenti, malattie gravi, spesso rivivono per parecchi anni le stese sensazioni e le stesse emozioni vissute nel momento del trauma, anche a distanza di molti anni.

Tra i sintomi del disturbo post-traumatico da stress ci sono l'intorpidimento emotivo, il senso di ansia e di paura o il senso di colpa per la propria sopravvivenza. I veterani di guerra o i militari che hanno svolto servizio in zone di guerra o assistenza ai flussi migratori sono particolarmente vulnerabili a questa forma di ansia che può influire sulla memoria e sulla capacità di concentrazione e di sonno.

Il disturbo post-traumatico da stress comporta il rivivere quegli eventi traumatici in maniera persistente con ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi accompagnati da incubi, flashback, paura intensa e da un sentimento di impotenza o da orrore.

Cosa posso fare per ridurre l'ansia?

La buona notizia è che ci sono molte cose che si possono fare per ridurre l'ansia. Ci sono molte strategie di auto-aiuto che possono essere utilizzate per aiutare se stessi ad affrontare l'ansia.

  • Dormire in maniera sufficiente:
    La mancanza di sonno può contribuire a creare problemi di ansia, perché la mancanza di sonno è un fattore di stress per il nostro corpo;
  • Seguire una dieta sana:
    Ci sono studi che dimostrano che le diete ricche di cibi elaborati o i cibi dei fast food possono contribuire a creare problemi di umore e di ansia;
  • Fare abbastanza esercizio fisico:
    Durante la maggior parte della storia dell'umanità, gli esseri umani si sono mossi per la maggior parte della giornata. Oggi siamo diventati molto più sedentari e questo non aiuta a lasciar andare le tensioni del corpo. Camminare o stare in piedi quando possibile, fare dell'esercizio fisico può aiutare ad alleviare stress e tensioni;
  • Fare pratica di consapevolezza:
    Imparare a concentrare la mente sul presente lasciando andare i pensieri così come sorgono può aiutare ad alleggerire l'ansia;
  • Imparare delle strategie di comportamento per ridurre l'ansia:
    Imparare a riconoscere i pensieri che ci rendono ansiosi e provare a sostituirli con pensieri più funzionali, come ad esempio quando in passato siamo riusciti a risolvere una situazione analoga.

Quando rivolgersi ad un professionista?

Il momento per chiedere aiuto ad un professionista, uno psicologo o uno psicoterapeuta è quando i segnali dell’ansia diventano più frequenti e durano più a lungo, da qualche settimana a qualche mese o più, oppure quando i suoi sintomi, al difficoltà di concentrazione, l’inquietudine, l’irritabilità, la paura irragionevole, e così via iniziano a creare un disagio eccessivo e ci impediscono di condurre una vita serena e regolare influenzando negativamente le relazioni familiari e di coppia, lo studio, il lavoro e ogni altra manifestazione del vivere quotidiano.

Come può aiutare l’EMDR?

La terapia EMDR può essere di grande aiuto nel trattare i disturbi d’ansia. La maggior parte dei pazienti che ne hanno fatto esperienza hanno ottenuto una diminuzione della gravità ansia e una riduzione degli episodi ansiosi.  Nel caso degli attacchi di panico, il trattamento EMDR permette di ridurre in maniera considerevole il numero e la frequenza degli attacchi di panico così come la paura che si presentino ancora, il livello generale di ansia, la paura dei sintomi fisici e molte altre manifestazioni tipiche degli attacchi di panico.

Uno dei benefici del trattamento EMDR è che non si deve necessariamente parlare di ricordi dolorosi, questo facilita il processo di elaborazione in tutti quei casi si abbiano difficoltà a verbalizzare le proprie esperienze o si ritengono tali esperienze troppo dolorose per parlarne.

Lavorare sull’ansia, sugli attacchi di panico sulle fobie e più in generale sulle esperienze traumatiche attraverso l'EMDR è in gran processo interiore e personale in cui il terapeuta guida con attenzione e premura il paziente verso l’elaborazione di quelle esperienze in un percorso che dall’ansia conduce ansia verso un luogo di sicurezza e di tranquillità interiore.

Attraverso l’EMDR è possibile non solo rielaborare il ricordo dei traumi del passato azzerando la sofferenza e ogni sorta di emozione negativa ad essi associati ma accrescere le proprie capacità personali e quelle risorse individuali indispensabili per affrontare le prove della vita quotidiana con maggiore serenità e sicurezza.